BIM: paradigma multi livello e multi disciplinare

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I flussi di lavoro che coinvolgono i modelli parametrici tridimensionali possono essere applicati a molteplici discipline progettuali e a differenti livelli del processo edilizio.

Lavoro integrato e coinvolgimento di più figure professionali.

L’aspetto più eclatante del building information modeling è la possibilità di avere una moltitudine di elaborati grafici e alfanumerici coordinati fra loro, tutti gestiti all’interno di un solo ambiente virtuale. Non bisogna tuttavia commettere l’errore di considerare un solo software come unico contenitore di dati; se si vogliono sfruttare a pieno le potenzialità dell’approccio BIM è necessario considerare un workflow di informazioni che possano essere messe in condivisione all’interno di una piattaforma informatica comune. Collegare fra loro più programmi, anche di semplice utilizzo, permette di coinvolgere nelle attività di progettazione anche delle figure che non necessariamente devono conoscere le modalità di utilizzo di applicativi BIM specifici. L’importante è garantire l’unicità e l’integrità del dato in ingresso e in uscita, in modo tale da non generare ripetizioni o errate interpretazioni delle informazioni.

Normativa e standard di fatto: progettare BIM permette una gestione congruente del sistema.

Per quanto riguarda le nuove costruzioni, i flussi dati si stanno ormai consolidando e si basano su standard normati sia in ambito internazionale che nazionale, con la norma UNI 11337 che è in fase d’Inchiesta Pubblica Finale relativa alle parti 1, 4 e 5.

Permangono innumerevoli dubbi su quali possano essere i processi migliori per raggiungere i livelli progettuali fissati dal D.Lgs. n° 50 del 18/04/2016, ma come dovrebbe ormai essere chiaro, chi progetta in un’ottica BIM dovrebbe essere in grado di tarare il sistema in modo congruente rispetto ai propri obiettivi. I contenuti degli applicativi informatici vanno modificati in termini di input e output rispetto alle esigenze di ognuno, i template e i “modelli cannibalizzabili” vanno popolati con le famiglie create dagli utenti con le codifiche che più si adattano al progetto in essere.

BIM e altre discipline: recupero edilizio e ricerca.

Ormai da qualche anno si sperimenta anche l’estensione dei processi BIM al mondo del recupero del patrimonio edilizio, attraverso modelli popolati di informazioni riguardanti il grado di conservazione dei manufatti. La digitalizzazione di architetture storiche complesse e la mappatura dei degradi diventano argomenti border line tra la ricerca applicata e la professione.

Parlando di ricerca, alcuni ricercatori del Dipartimento di Architettura e Design del  Politecnico di Torino (prof. Massimiliano Lo Turco – Disegno, prof. Fulvio Rinaudo- Geomatica, Prof.ssa Manuela Mattone-Restauro), ha recentemente affrontato il tema durante l’International Conference on Digital Heritage tenutasi lo scorso 31 Ottobre a Cipro. Il lavoro svolto, applicato al polo delle Ferrovie dello Stato denominato “Torino Smistamento” (Figura 1) cerca di individuare un possibile percorso di rilievo e di restituzione parametrica tridimensionale degli edifici.

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Figura 1. Edifici Torino Smistamento

Il team di lavoro formato anche da Federico Caputo e Gabriele Fusaro, si è occupato di misurare all’interno dei modelli BIM il livello di precisione che è possibile raggiungere attraverso una modellazione basata su nuvole di punti. (Figura 2)

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Figura 2. Questo controllo è stato eseguito utilizzando Pointsense, plug-in di Faro per la gestione delle nuvole di punti all’interno dell’ambiente di Revit. Tesi di Laurea di Federico Caputo e Gabriele Fusaro. (Relatori: prof. F. Rinaudo, prof. M. Lo Turco, prof.ssa M. Mattone – Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino).

I ricercatori hanno poi creato una libreria di oggetti architettonici storici BIM, utili per la modellazione nel suo complesso (Figura 3), e un compendio di famiglie evolute di tipo adattivo per mappare i degradi (Figura 4).

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Figura 3. Famiglie caricabili create per comporre il modello complessivo. Tesi di Laurea di Federico Caputo e Gabriele Fusaro. (Relatori: prof. F. Rinaudo, prof. M. Lo Turco, prof.ssa M. Mattone – Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino).

[Si consiglia inoltre la lettura del volume 9, n. 16 di DISEGNARECON, gratuitamente scaricabile dal sito http://bit.ly/disegnarecon intitolato “Le dimensioni del BIM” con alcuni interessanti contributi riferiti all’Heritage Building Information Modeling.]